Il suo ideatore, Claudius Griffon, è originario della località francese di Saint-Chamond, nel dipartimento della Loira, ai confini della regione Rodano-Alpi. Fin da piccolo dimostrò un forte interesse per l'idraulica, coltivato anche grazie alle numerose ore trascorse nell'azienda del padre, Griffon ent., che dal 1886 univa esercizio commerciale (recipienti da cucina, sistemi di riscaldamento, lampade a petrolio) e attività di idraulico/zincatore. Al termine degli studi e dopo il conseguimento di un diploma professionale con ottimi voti, fu naturale per Claudius Griffon proseguire l'apprendistato iniziato durante le vacanze scolastiche presso l'azienda di famiglia.
Si recò a Vichy per un periodo di perfezionamento, durante il quale poté affiancare alcuni tra i rinomati professionisti impegnati alla realizzazione degli impianti presso le strutture alberghiere della stazione termale, all'epoca in pieno sviluppo. Su loro suggerimento, decise di tentare la fortuna a Parigi. A quel tempo imperversavano i postumi della crisi del 29 e Claudius Griffon fu costretto nuovamente ad accontentarsi di un posto come apprendista esperto. Divenuto ben presto dipendente a tutti gli effetti, grazie al grande talento, realizzò con alcuni colleghi gli impianti sanitari per il lussuoso hotel Georges V.
Nell'arco di pochi mesi fu nominato capocantiere e iniziò a percorrere la Francia in lungo e in largo per portare l'acqua corrente nelle località di campagna. Nel corso dei suoi viaggi incontrò Adeline Besnard, per la quale scelse di abbandonare la vita di capocantiere itinerante. Dopo il matrimonio la coppia acquistò una piccola azienda specializzata in impianti di riscaldamento, rivestimenti, idraulica e zincatura a Saint-Étienne, poco distante dall'azienda del padre; l'attività prosperò fino alla dichiarazione di guerra del 1939/1940.
Mobilitato nel 1939 in qualità di meccanico, Claudius Griffon fu gravemente ferito nel 1940. Dopo diverse peripezie, finì per essere ricoverato presso l'ospedale di Tolosa. Fu qui che, costretto a letto per circa un anno, ma sempre energico e combattivo, si tenne occupato immaginando il sistema di risciacquo che oggi conosciamo. La realizzazione dei prototipi, i test e la messa a punto durarono fino al 1950. Fu così che nacque il sistema di risciacquo idropneumatico, che battezzò con il suo cognome. Decise inoltre di accostargli l'immagine di un grifone, in omaggio alla potenza e alla fierezza di questa creatura mitologica, il cui carattere non si discosta poi molto da quello di Claudius Griffon.